Privacy


Il diritto alla privacy è riconosciuto come un diritto fondamentale delle persone, direttamente collegato alla tutela della dignità umana, ed è sancito anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
Il concetto di privacy, parola inglese traducibile in italiano con “riservatezza” o “privatezza”, con il tempo si è evoluto: dal diritto “di essere lasciati in pace o di proteggere la propria sfera privata”, oggi nella società dell’informazione, si riferisce soprattutto al diritto di accedere e controllare l’uso e la circolazione dei propri dati personali.

Per dato personale si intende “qualsiasi informazione che riguardi persone, società, enti, associazioni identificati o che possano essere identificati anche attraverso altre informazioni, ad esempio, attraverso un numero o un codice identificativo. Sono dati personali: nome e cognome o denominazione; indirizzo o sede; codice fiscale; ma anche una foto, la registrazione della voce di una persona, la sua impronta digitale o vocale”. [1]Particolare attenzione, e una maggiore protezione, sono rivolte ai dati sensibili, cioè ai dati personali che “possono rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose o di altra natura, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati o associazioni, lo stato di salute e la vita sessuale delle persone”.

Con la legge n. 675 del 31 dicembre 1996 – confluita nel decreto legislativo n°196/2003 recante il Codice in materia di protezione dei dati personali – che rappresenta il primo sistematico intervento normativo nazionale in materia, e che riprende la direttiva comunitaria 95/46/CE, è istituito il Garante per la protezione dei dati personali, più comunemente conosciuto come Garante per la privacy. 

 
I documenti sulla privacy Colli dei Longobardi Strada del Vino e dei Sapori ETS: