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Fiadoni Bresciani

Rinomati i Fiadoni Bresciani, citati ne “La massera da bé”

CUOCO: CRISTIAN DUCA

INGREDIENTI: per 8 persone

Per la sfoglia:
g. 500 farina bianca
n°2 uova intere
g. 100 zucchero
g. 60 acqua
n°2 buste di zafferano
g. 10 olio extravergine di oliva
g. 30 vino bianco
q.b. sale fino (una presa)

Per il ripieno:
g. 100 datteri
g. 70 pinoli
g. 50 uva passa
q.b. cannella (due prese)
q.b. menta e maggiorana (qualche foglia)

I VINI:
Ronchi di Brescia passiti IGT
Passiti della Strada del Vino Colli dei Longobardi

Questa ricetta è la rivisitazione moderna di ricette storiche del territorio bresciano.
Con il contributo di G.B. Muzzi dell’Associazione Longobardia.

Preparazione:

Per il ripieno:
Tritare con il coltello i datteri ed i pinoli; aggiungere l’uva passa precedentemente ammollata in un poco di vino bianco, la cannella e, alla fine, le erbe precedentemente tritate. Amalgamare bene il composto.

Per la sfoglia:
Disporre la farina a fontana e mettere al centro tutti gli ingredienti, avendo cura di stemperare prima lo zafferano nell’acqua. Impastare bene in modo da ottenere un composto omogeneo. Far riposare la pasta avvolta nella pellicola in frigorifero per circa 30 minuti prima di utilizzarla.
Tirare la sfoglia molto sottile con la sfogliatrice, spennellare con dell’uovo sbattuto e disporre delle noci di ripieno. Ricoprire con un altro strato di pasta come fossero dei ravioli. Tagliare i fiatoni con il coppapasta e friggerli in abbondante olio caldo.

Servirli spolverati di zucchero a velo.

Abbinamenti:
Questo dolce è piuttosto grasso, grazie a uova e datteri, aromatico e speziato, per via di cannella, zafferano, menta e maggiorana, persistente e intenso. Per questo motivo serve un vino dolce da uve pienamente mature o appassite, ricco, persistente e particolarmente intenso nei profumi, che dovranno ripercorrere quelli della frutta e delle spezie usate nella preparazione; anche un buon tenore alcolico aiuterà a disidratare dall’untuosità apportata dalla frittura. Eventualmente da inzuppare o ammorbidire con una grappa invecchiata.
(abbinamenti consigliati da Nicola Bonera)